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lunedì, 25 febbraio 2008

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mercoledì, 13 febbraio 2008

Incontro pubblico - 26 febbraio 2008

Volantino_26_Febbraio

postato da: darioballa alle ore 10:27 | link | commenti | commenti
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giovedì, 07 febbraio 2008

sicurezza sul lavoro

Comunicato Stampa
DALLA SINISTRA E L’ARCOBALENO CORSICHESE:
una proposta concreta per combattere gli infortuni, per la legalità sul lavoro
e per il contrasto al lavoro nero sul territorio corsichese
 
Non passa giorno che giornali e TV non diano a tutti conto di quanto nel nostro paese sia dura da affermare una cultura e pratica di sicurezza sui luoghi di lavoro. Ogni giorno oltre ai 4/5 morti si contabilizzano decine e centinaia di infortuni gravi (nel 2006 27.000 mutilati sul lavoro accertati).
La sicurezza e salute nei luoghi di lavoro è argomento che non può vedere nessuna forza politica o amministrazione pubblica limitarsi a contabilizzare gli infortuni.
Affrontare il problema presuppone però anche vederlo nella sua realtà per far questo vorremmo darvi alcuni elementi su cui riflettere
 
PARTIAMO DAI DATI
 
 nel ’55 1.104.455 infortuni 3.950 morti. Nel decennio ’51-60 38.594 morti
nel ’65 1.321.166 infortuni 3.823 morti. Nel decennio ’61-70 40.534 morti
nel ’75 1.308.213 infortuni 2.845 morti. Nel decennio ’71-80 29.759 morti
nel ’85 993.929 infortuni 1.908 morti. Nel decennio ’81-90 20.823 morti
nel ’95 1.014.733 infortuni 1.359 morti. Nel decennio ’91-00 14.885 morti
In 50 anni 144.595 morti sul lavoro: più di una guerra!
 
Negli ultimi anni siamo passati dai 1274 morti del 2005 ai 1302 morti del 2006.
A questi dati vanno, però,  aggiunti i circa 200 mila infortuni annui mai denunciati , secondo dati  INAIL, dovuti al fatto che nel nostro paese si verifica la più alta incidenza di lavoro nero ed irregolare dell’Europa comunitaria.
E’ chiaro che una sistematica azione di contrasto al lavoro nero avrebbe un positivo effetto anche sulla riduzione del fenomeno infortunistico. Azione di contrasto da oggi più praticabile anche grazie a quanto disposto dall’art. 5 della legge 123/07.
Tutti riconoscono che nel nostro paese le leggi ci sono, ma mancano i controlli eppure a livello nazionale:
  • i tecnici ASL addetti a alla prevenzione sono diminuiti dal 2001 al 2005 di 711 unità,
  • gli ispettori Inail/INPS erano 2083 nel 2003 oggi sono scesi a 1356 (al 30/11/07)
 
 
VENIAMO ALLA NOSTRA REALTA’: LA PROVINCIA DI MILANO
 
I dati comunicati a ottobre dalla Procura di Milano nel periodo dal 1 luglio ’06 al 30 giugno ’07 sono drammatici. Il numero dei morti è passato da 15 a 28 rispetto all’anno precedente, inoltre a questo dato va aggiunto quello dell’aumento di infortuni con lesioni gravi.
La maggior parte degli incidenti vede come vittime extracomunitari che lavorano in edilizia.
L’incidenza di infortuni sugli immigrati è maggiore del 50% rispetto ad italiani e comunitari.
Il 73% degli interinali non viene informato sui rischi presenti sul proprio posto di lavoro. Quasi 6 lavoratori su 10 non sanno neppure dell’esistenza nella propria azienda del RLS. Proprio a Corsico si è verificata l’ultima morte sul lavoro nella provincia di Milano, una cittadina di origine cinese, Xiaofeng Wu, dipendente da una cooperativa è stata travolta da un muletto all’interno di un’azienda della nostra città.
Il procuratore aggiunto Nicola Cerrato, a capo del dipartimento che si occupa di infortuni sul lavoro, reati ambientali, sfruttamento lavoratori clandestini ecc, ha recentemente dichiarato: “le forze schierate dalle ASL e dalla direzione provinciale del lavoro sono assolutamente inadeguate e insufficienti per una prevenzione e una repressione che siano davvero efficaci…. le imprese sono cosi tante che non è possibile fare i controlli ovunque”
E’ a partire da questa constatazione, dall’esperienza di altri comuni della cintura Milanese e dalle opportunità offerte dalla legge 123/2007 che Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e Verdi del Corsichese propongono che i comuni della zona:
  1. si dotino di un protocollo di intesa sui cantieri sulla falsariga di quanto fatto tra il comune di Sesto San Giovanni, Asl, Inail, Assimpredil e Organizzazioni sindacali; attivando tra l’altro un osservatorio on line sui cantieri aperti in città. Predisponendo in accordo con l’ASL eventuali momenti formativi legati alle irregolarità nel settore edile da parte della vigilanza urbana.
  2. predispongano un programma di ispezioni all’interno di tutte le imprese (commerciali, industriali, di servizi ecc.) indipendentemente dalla dimensione da effettuarsi da parte della polizia municipale. Tenendo conto della professionalità degli addetti della vigilanza urbana le verifiche che dovranno essere tutte verbalizzate dovranno riguardare semplice rispetti delle normative vigenti. Ad esempio:
·        regolarità contributiva dei lavoratori presenti (in caso di violazioni segnalazione ad autorità come da art 5 legge 123/97)
·        tessera di riconoscimento o registro per il personale di imprese appaltatrici e subappaltatrici (art 6 legge 123/97)
·        presenza o meno delle figure previste dal Dlgs 626/94 (Rappresentanti Lavoratori per la Sicurezza, addetti alle emergenze e primo soccorso, Medico competente se previsto)
L’utilizzo della polizia municipale per fare semplici verifiche standardizzate contribuirebbe ad aumentare esponenzialmente il numero dei controlli e a ridurre nei datori di lavoro quella sensazione di impunità che è spesso alla base della violazione delle norme.
 
Metteremo così in pratica quello che tutti dicono di voler fare, ma che non fanno.
 
Proprio perché un’azione come quella da noi qui proposta si configura:
per la tutela della legalità, della sicurezza e dell’incolumità della persona nei rapporti di lavoro e sui luoghi di lavori, per la tutela della libera concorrenza fra imprese, per la tutela degli interessi di cittadini e delle imprese residenti sul territorio corsichese
crediamo dovrebbe trovare il consenso di tutti.
 
Per questo i nostri partiti hanno inviato a tutte le forze politiche corsichesi ed ai consiglieri comunali una la lettera che troverete in allegato insieme alla mozione che proponiamo al vaglio del prossimo consiglio comunale, e al protocollo firmato a Sesto San Giovanni.
 
Comunisti Italiani     Rifondazione Comunista     Sinistra Democratica     Verdi
del Corsichese
Qui sotto si possono scaricare alcuni articoli usciti sulla stampa locale e nazionale sulla nostra iniziativa
gazz.sudmilano 28.1.08il giorno 24.1.08sud ovest 1..02.08 infortuniliberazione del 2-2-08 sulla sicurezza sul lavoro
 
 
 
 
Qui si può scaricare il volantino distribuito ai mercati di Corsico e all'Ikea
 
Volantino_Sicurezza_Lavoro
 
 
 
 
 
Questa è la mozione presentata che si discuterà nel prossimo Consiglio del 21 febbraio
Corsico 22.01.08
 Al Sindaco di Corsico Sergio Graffeo
Al Presidente del Consiglio Comunale di Corsico Emilio Busnati
 
Per il contrasto al lavoro nero, per la legalità sul lavoro:
 un’incisiva iniziativa dell’amministrazione comunale
contro il fenomeno infortunistico sul territorio corsichese.
MOZIONE
 
Per la tutela della legalità, della sicurezza e dell’incolumità della persona nei rapporti di lavoro e sui luoghi di lavori, per la tutela della libera concorrenza fra imprese, per la tutela degli interessi di cittadini e delle imprese residenti sul territorio corsichese
 
L’ultimo giorno dell’anno 2007 ha visto a Corsico il verificarsi di ennesima morte sul lavoro.Una cittadina di origine cinese, Xiaofeng Wu, è stata travolta da un muletto all’interno di un’azienda della nostra città.
Questo incidente, che ha portato a due il contributo dei lavoratori corsichesi all’elenco dei morti sul lavoro nella provincia di Milano impone, all’Amministrazione Comunale un salto di qualità nell’intervento.
 
PREMESSO
che dati comunicati a ottobre dalla Procura di Milano nel periodo dal 1 luglio ’06 al 30 giugno ’07 sono drammatici. Il numero dei morti è passato da 15 a 28 rispetto all’anno precedente, inoltre a questo dato va aggiunto quello dell’aumento di infortuni con lesioni gravi. La maggior parte degli incidenti vede come vittime extracomunitari che lavorano in edilizia. L’incidenza di infortuni sugli immigrati è maggiore del 50% rispetto ad italiani e comunitari. Il 73% degli interinali non viene informato sui rischi presenti sul proprio posto di lavoro. Quasi 6 lavoratori su 10 non sanno neppure dell’esistenza nella propria azienda del RLS.
PREMESSO
Che il procuratore aggiunto Nicola Cerrato, a capo del dipartimento che si occupa di infortuni sul lavoro, reati ambientali, sfruttamento lavoratori clandestini ecc, ha recentemente dichiarato: “le forze schierate dalle ASL e dalla direzione provinciale del lavoro sono assolutamente inadeguate e insufficienti per una prevenzione e una repressione che siano davvero efficaci…. le imprese sono cosi tante che non è possibile fare i controlli ovunque”
 
PREMESSO
Che al dato nazionale di oltre un milione di infortuni annui denunciati si devono aggiungere i circa 200 mila infortuni annui mai denunciati, secondo dati INAIL, dovuti al fatto che nel nostro paese si verifica la più alta incidenza di lavoro nero ed irregolare dell’Europa comunitaria.
 
PREMESSO
Che alcuni comuni, vedi Milano/Sesto San Giovanni, sono già intervenuti con protocolli di intesa specifici su alcuni settori (edilizia) che prevedono utilizzo della polizia municipale in attività di verifica (vedi documentazione allegata).
 
CONSIDERATO
che l’art. 41 della Costituzione di cui si festeggia nel 2008 il 60° anniversario, recita:
“L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
CONSIDERATO
che una sistematica azione di contrasto al lavoro nero avrebbe quindi un positivo effetto anche sulla riduzione del fenomeno infortunistico sia su quello dell’evasione contributiva e della legalità sul lavoro. Azione di contrasto da oggi più praticabile anche grazie a quanto disposto dall’art. 5 della legge 123/07 che recita:
 
“Fermo restando quanto previsto dall'articolo 36-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, come modificato dal presente articolo, il personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze, può adottare provvedimenti di sospensione di un'attività imprenditoriale qualora riscontri l'impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori regolarmente occupati, ovvero in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, ovvero di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. L'adozione del provvedimento di sospensione e' comunicata alle competenti amministrazioni, al fine dell'emanazione da parte di queste ultime di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche di durata pari alla citata sospensione nonché per un eventuale ulteriore periodo di tempo non inferiore al doppio della durata della sospensione e comunque non superiore a due anni.
RICHIEDE
Alla provincia di Milano, anche alla luce di quanto disposto dal l’art. 4 legge 123/07, di intensificare l’attività di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza
 
RICHIEDE
Alla regione Lombardia di aumentare le risorse per la prevenzione, superando il blocco delle assunzione in ambito ASL almeno per quanto riguarda i tecnici delle Asl adibiti alla prevenzione nei luoghi di lavoro che proprio a causa del blocco sono diminuiti in questi anni. Tenendo anche conto che per ogni euro dato in retribuzione ad ognuno di questi tecnici lo Stato né incassa 40 in sanzioni.
 
IMPEGNA
La Giunta a promuovere un protocollo di intesa sui cantieri sulla falsariga di quanto fatto a Sesto San Giovanni attivando tra l’altro un osservatorio on line sui cantieri aperti in città. Predisponendo in accordo con l’ASL eventuali momenti formativi legati alle irregolarità nel settore edile da parte della vigilanza urbana.
 
IMPEGNA
da subito il Sindaco e assessori competenti a predisporre un programma di ispezioni all’interno di tutte le imprese (commerciali, industriali, di servizi ecc.) indipendentemente dalla dimensione da effettuarsi da parte della polizia municipale. Tenendo conto della professionalità degli addetti della vigilanza urbana le verifiche che dovranno essere tutte verbalizzate dovranno riguardare semplici rispetti delle normative vigenti. Ad esempio:
·        regolarità contributiva dei lavoratori presenti (in caso di violazioni segnalazione ad autorità come da art 5 legge 123/97)
·        tessera di riconoscimento o registro per il personale di imprese appaltatrici e subappaltatrici (art 6 legge 123/97)
·        presenza o meno delle figure previste dal Dlgs 626/94 (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, addetti alle emergenze e primo soccorso, Medico competente se previsto)
ed altre semplici verifiche che dovessero ritenersi utili a monitorare la situazione. Obbiettivo delle verifiche è quello di fotografare con completezza e precisione almeno alcuni aspetti legati all’attività lavorativa in città.
 
IMPEGNA
Il sindaco a riferire al consiglio entro due mesi dall’approvazione sull’attività intrapresa
Luisa Asti capogruppo Partito delle Rifondazione Comunista
Gianni Pisati capogruppo Verdi
Luigi Autunno capogruppo Sinistra Rossoverde
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